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Workshop fotografici

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La Professional Trackers Safaris e la nostra guida professionista Massimo Vallarin, organizzano su richiesta speciale, safari accompagnati da Sergio Pitamitz, affermato fotografo di viaggi e natura.

I safari sono adatti per fotografi di ogni livello. Durante il viaggio si affrontano i diversi aspetti della fotografia, dalla tecnica alla creatività, sino agli aspetti pratici di questa affascinante professione.

Sergio Pitamitz

Da più di vent’anni fotografo professionista di viaggi e natura, le immagini di Sergio Pitamitz sono distribuite da 14 anni dall’americana Corbis Images, la più grande agenzia fotografica al mondo, oltre che da un network mondiale di agenzie tra cui Getty Images, Robert Harding ed Hemis per citarne alcune. Le sue foto sono apparse su innumerevoli pubblicazioni in tutto il mondo, tra cui: Newsweek, Figaro Magazine, Condé Nast Traveller, Geo Magazine, Weekend & Viaggi e su numerose pubblicazioni della National Geographic Society. Collabora regolarmente con testate quali Panorama Travel e LatitudesLife e fa parte del pool di fotografi di Oasis.  Pitamitz è National Geographic Contract Photographer e le sue foto sono parte della National Geographic Image Collection. E’ stato premiato al Nature’s Best 2009 in collaborazione con la Smithsonian Institution di Washington, DC. Un anno fa, ha conseguito il certificato di guida di safari professionista AIEA/AFGA di primo livello, presso la Italian Academy for Safari Guide (IASG). Per saperne di più, visitate il sito www.pitamitz.com

I Consigli di Sergio Pitamitz

P1020735“Un safari in Africa è un’esperienza unica e un’opportunità fantastica per portare a casa immagini fotografiche spettacolari, sia di animali sia di paesaggi. Bisogna quindi prepararsi in anticipo, pianificare il viaggio, sapere che attrezzatura portare e come usarla al meglio.

Una delle prime raccomandazioni è di rivolgersi al giusto operatore. I parchi africani sono moltissimi, i campi e i lodges sono tanti e di ottimo livello, ma bisogna saper scegliere dove andare, in che stagione e in quali campi o lodges pernottare. Quest’ultimo non è un dettaglio da poco perché a seconda dei campi o dei lodges si possono avere guide mediocri o guide preparatissime. Una guida che sa avvicinarsi al soggetto in modo da fotografarlo al meglio è fondamentale per un safari fotografico di successo Questo è uno dei motivi per cui ho scelto la Professional Trackers Safaris e la sua guida professionista, Massimo Vallarin, per questi workshops in Kenya.

I momenti migliori per fotografare sono le primissime ore del mattino e il pomeriggio tardi sino al tramonto, momenti in cui la luce è più bella e in cui gli animali sono attivi. Nelle riserve private, a differenza di molti parchi nazionali, è possibile uscire per il game drive a qualsiasi ora. E’ quindi preferibile lasciare il campo prima dell’alba, in modo da poter sfruttare i primi raggi di sole.

In Africa è necessario un teleobiettivo di almeno 300 mm per scattare primi piani ravvicinati, ricordatevi però di utilizzare anche grandangolari in modo da realizzare immagini degli animali nel proprio habitat.

I voli interni per raggiungere i parchi sono spesso effettuati con piccoli Cessna, quindi per quanto riguarda l’abbigliamento portate lo stretto necessario (in tutti I campi c’è il servizio lavanderia ) e sfruttate il peso rimanente concesso per la vostra attrezzatura fotografica. I professionisti e in alcuni casi i partecipanti a workshop fotografici hanno particolari accordi con le compagnie aeree. L’attrezzatura base da portare per un safari fotografico è composta da:

1 corpo macchina reflex digitale. L’ideale è averne un secondo in modo da non dovere cambiare obiettivo ed essere sempre pronti a scattare. Oltretutto, cosa per nulla secondaria, si evita di far entrare polvere che può andare a depositarsi sul sensore.

1 obiettivo zoom grandangolare 17-55 mm o 28-70 mm a seconda se il corpo macchina è a sensore 24×36 o formato DX

1 obiettivo zoom teleobiettivo 70-200 mm o 70-300 mm

1 moltiplicatore di focale 1,4x o 2x

Filtro polarizzatore

Durante i game drive non si può scendere dal veicolo e quindi il supporto ideale è il bean bag, un sacchetto di tessuto riempito di fagioli o sabbia da appoggiare al finestrino che può supportare anche pesanti teleobiettivi, disponibili nella maggior parte dei campi.

Ed infine, la cosa più importante: le schede di memoria. In abbondanza, perché durante un safari fotografico si passano ore alla ricerca degli animali e non si scatta neanche un’immagine, ma quando finalmente si trovano, la luce è buona ed iniziano ad essere attivi, l’otturatore inizia a scattare freneticamente! E non c’è niente di peggio che ritrovarsi con tutte le schede di memoria piene…

Personalmente, conduco fotosafari in Africa australe, Africa orientale ed in ambienti polari, rivolti agli appassionati di fotografia. Al contrario dei normali safari, i viaggi sono aperti a un numero limitato di partecipanti e studiati nei minimi dettagli  per poter trascorrere il massimo tempo possibile sul campo alla ricerca di situazioni particolari e dell’immagine perfetta.

Oltre alla pura tecnica fotografica di animali, si affronteranno anche argomenti come la composizione, l’editing delle immagini, l’archiviazione e la costruzione di un servizio.”

Sergio Pitamitz

Per maggiori informazioni sui workshop scrivete a workshops@pitamitz.com